Chiuse le indagini sul rogo dell’edificio al civico 17 di via Piacenza. Ci sono ancora 80 famiglie sfollate

L’incendio era divampato esattamente due anni fa. Secondo i periti del pm Giuseppe Longo si è trattato di un incendio covante. Le fiamme, inizialmente nascoste, sono rapidamente divampate incontrando il canniccio del sottotetto

La procura di Genova ha concluso le indagini riguardanti l’incendio avvenuto al civico 17 di via Piacenza a San Gottardo, un evento devastante avvenuto due anni fa che ha portato alla distruzione del tetto di un edificio e ha lasciato 80 famiglie senza casa sia per i danni del fuoco e del fumo, sia per l’enorme quantità d’acqua che è stata necessaria per estinguere. A distanza di 24 mesi, queste persone si sono viste recapitare una lettera dal Comune, indirizzata all’amministratrice. La lettera dice, tra le altre cose: «Le chiediamo quindi di voler rappresentare l’esistenza di tale debito dei Suoi Assistiti verso il Comune di Genova» e aggiunge «Qualora al saldo di tale debito non sia provveduto, in via diretta o indiretta, da parte di altri soggetti, il Comune di Genova si vedrà costretto a richiederne il pagamento ai suoi clienti». Il Comune sostiene che non si tratta di una richiesta di pagamento diretta, ma le frasi contenute nella lettera, nero su bianco, spaventano comunque le famiglie coinvolte.

Le indagini hanno coinvolto il titolare e due operai di una ditta che eseguiva lavori di rifacimento del lastrico solare.
Un’analisi effettuata su incarico del pm Giuseppe Longo ha rivelato che il rischio incendio era stato sottovalutato. Non erano state adottate precauzioni adeguate per prevenire lo sviluppo di fiamme, e secondo gli esperti, le cause dell’incendio sono da ricondurre alle attività di lavorazione a caldo della società Fb srl.
Il 14 febbraio di due anni fa, durante i lavori, gli operai stavano applicando della guaina impermeabile lungo il canale di gronda del tetto, utilizzando una fiamma libera in contatto diretto con il muro perimetrale. Questa operazione ha, secondo i consulenti, innalzato la temperatura del legname del tetto. Il principio di combustione è iniziato dal canale di gronda, propagandosi lentamente verso l’interno dell’edificio.
L’analisi ha dimostrato che si trattava di un incendio covante, del quale il proprietario di un appartamento all’ultimo piano si era accorto grazie ad alcune macchie sul soffitto. Le fiamme, inizialmente nascoste, sono rapidamente divampate incontrando il canniccio del sottotetto, causando danni ingenti. I vigili del fuoco erano intervenuti durante la notte per fronteggiare l’emergenza, fortunatamente senza feriti tra i condomini.
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